
Maggio - settembre 2026
Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre
Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila
Nanakorobi Yaoki - Cadere sette volte, rialzarsi l’ottava è il progetto che la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre propone per L’Aquila Capitale della Cultura 2026, al fine di valorizzare i rapporti che il territorio aquilano intesse con un paese lontano ma affine, il Giappone. Due terre che si trovano a convivere con un fenomeno naturale e spaventoso, il terremoto, e che testimoniano ogni giorno che proprio dal dolore e dalla distruzione si può e si deve ricominciare a vivere e ricostruire. Riparare le crepe con gli elementi più preziosi che possediamo - l’arte e la cultura - significa così renderle visibili con la bellezza aurea del segno.
Il progetto si struttura in due iniziative articolate e ricche di eventi: Immaginare l’invisibile a cura e di Fabio Massimo Fioravanti dal 16 maggio al 20 giugno - approfondimento del teatro NŌ - e Shu Takahashi. Un artista giapponese nella collezione di Giorgio de Marchis. Un mondo fluttuante tra Oriente e Occidente, a cura di Anna Imponente dal 2 luglio al 4 settembre 2026. Un progetto espositivo, quest’ultimo, pensato per valorizzare il rapporto tra due uomini che rappresentano le due culture con i loro rispettivi linguaggi: de Marchis e Takahashi condividevano, infatti, oltre una profonda amicizia, la grande passione per l’arte e un sincero amore per i due paesi che hanno unito i loro vissuti.
Sabato 16 maggio sarà inaugurato Immaginare l’invisibile di Fabio Massimo Fioravanti, con la partecipazione del prof. Giorgio Amitrano, docente di Lingua e letteratura del Giappone presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale.
Il progetto espositivo si compone di una selezione di fotografie sul teatro NŌ di Fabio Massimo Fioravanti, affiancate da 40 ukyo-e di Tsukioka Kogyo (esposte per la prima volta in Italia), realizzate tra il XIX e il XX secolo, dalle maschere NŌ dell’artista Keiko Udaka con alcuni costumi di scena e ventagli e dalla shimai (breve danza) della shite e shihan Monique Arnaud.
Il teatro NŌ, massima espressione della cultura tradizionale giapponese e Patrimonio Culturale dell’Umanità Unesco dal 2008, è una forma teatrale drammatica composta da musica, canto, movimenti mimetici e danza, trasmessa da Maestro a discepolo fin dalla sua nascita; un’arte scenica che risale alla fine del XIV secolo. Il teatro NŌ, attraverso le sue maschere, racconta dei sentimenti dell’uomo - amore, gelosia, rabbia, ferocia, passione, tradimento, redenzione, morte - ed è caratterizzato dall’essenzialità della coreografia, da un ricco simbolismo e da una profonda forza evocativa. Le fotografie di Fabio Massimo Fioravanti, che da oltre 35 anni documenta in Giappone il teatro NŌ, sono divise in 5 sezioni: spettacoli nei teatri, performance nei templi shintoisti e buddhisti, backstage e stanza dello specchio (il luogo più segreto del NŌ), esercizi quotidiani degli attori, realizzazione delle maschere.
Sabato 23 maggio si svolgeranno l’incontro con l’artista Keiko Udaka, che illustrerà l’arte della realizzazione di una maschera NŌ tra tradizione e innovazione, e la performance di Monique Arnaud nel cortile del Palazzo Cappa Cappelli.
Sabato 30 maggio il giornalista e scrittore Paolo Di Paolo sarà in dialogo con Dacia Maraini sulle sue esperienze di vita in Giappone.
Sabato 6 giugno il concerto di Fabrizio Valente che si esibirà con lo shakuhachi, strumento a fiato tipico giapponese.
Sabato 13 giugno la scrittrice Rossella Marangoni sarà in dialogo con Fabio Massimo Fioravanti: “Come un'erba che fluttua nell'acqua: Komachi e altri personaggi femminili nel teatro NŌ”.
Sabato 20 giugno il finissage della mostra con una conferenza-dialogo sul teatro giapponese tra il professor Matteo Casari, docente di Storia dei Teatri in Asia, Culture performative dell’Asia dell’Università di Bologna e Fabio Massimo Fioravanti.
Il progetto, a cura di Anna Imponente, vuole porre l’accento su due figure: Giorgio de Marchis e Shu Takahashi. Giorgio de Marchis, infatti, è stato direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Tokyo per due mandati, coprendo ben 15 anni. De Marchis e Takahashi condividevano una profonda amicizia, la grande passione per l’arte e un sincero amore per le due terre che hanno unito i loro vissuti. La Fondazione propone una selezione di opere di Takahashi provenienti dalle sue Collezioni, arricchita da prestiti di collezionisti privati e istituzioni pubbliche, nonché una serie di approfondimenti culturali.
Giovedì 2 luglio Inaugurazione della mostra con la partecipazione di Anna Imponente e Ari Takahashi
Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre
Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila
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